Costa Crociere e i rimborsi fantasma

>Nonostante sia passato ormai quasi un mese dallo spiaggiamento della nave da crociera Concordia, il relitto di questo gigante del mare inquina con la sua sgraziata forma di palazzo rovesciato il bel profilo delle coste del Giglio.

Oltre lo stupore per tanta stupida condotta nell’affrontare un elemento meraviglioso ma pericoloso come il mare, mi rimane difficile da digerire il comportamento lasso della dirigenza di Costa per quello che riguarda rimborsi e assunzioni di responsabilità.

Non voglio entrare nel merito delle competenze di Schettino e della sua dirigenza, non voglio affrontare il tema dell’incompetenza e della macchinazione nascosta degli armatori che sicuramente avevano saputo anzitempo che cosa stava succedendo nelle prime e tragiche ore del naufragio.
La magistratura serve a questo e per fortuna in Italia non si fanno processi a furor di popolo o anche se si fanno  in televisione e tra la gente non si eseguono condanne in piazza tramite lapidazione.

Nella girandola mediatica che anima sempre il nostro paese in questi casi, tra i plastici ignobili di Vespa e i turisti che sbarcano all’isola del Giglio per farsi una bella foto ricordo con sullo sfondo la tragedia di turno,  manca una voce che ritengo essere una delle più importanti.

Per funzionare, vivere e divertire, la nave Concordia aveva bisogno di oltre settecento persone di equipaggio che con il loro operoso e sottopagato lavoro rendevano piacevole e “indimenticabile” il viaggio di coppie appena sposate, semplici turisti e avventurieri a buon prezzo.
Scontato al massimo nel periodo invernale come quello che stiamo vivendo in questi giorni.

Per i passeggeri della nave, la dirigenza di Costa si è subito precipitata dai suoi avvocati per stabilire un “giusto” rimborso del disagio subito, del bagaglio perso e della grande ansia emotiva che ogni naufrago ha già pagato in quella notte di incertezza e mala organizzazione.

Non una sola parola per i lavoratori della nave, non una sola voce si è levata nei telegiornali e nelle varie arene dell’intrattenimento pubblico.

Gli operai, camerieri, addetti di sala, ballerine, cuochi sono forse umani di serie B ?

Forse per il solo fatto di non essere clienti paganti non hanno diritto ad un equo risarcimento del danno subito ?

Non sono forse stati colpiti anche loro dalla tragedia e dalla perdita affettiva di colleghi e serenità in un momento in cui la maggior parte di loro era rinchiusa nelle viscere della nave perchè la maggioranza delle operazioni si svolgo nascoste all’occhio dei vacanzieri paganti ?

Oltre ad aver perso il lavoro, questo esercito invisibile non ha acquisito agli occhi del mondo una visibilità che sarebbe stata dovuta.
La mancanza di parole spese nei loro confronti è solo l’ennesimo scotto che paghiamo tutti a una classe dirigenziale poco attenta ai diritti dei lavoratori e incredibilmente efficace nei momenti di richiesta di sacrifici.

Il mio abbraccio è per queste persone di cui non conosciamo il volto e il nome.

Curioso ma pigro fluttuo per la rete cercando diversivi dallo sgranocchiare bambù.

1 Comment

  • Rispondi febbraio 7, 2012

    Luigi

    Non ho sentito nemmeno io dire niente sui rimborsi all'equipaggio si vede che per costa questa gente non conta un cazzo !!!

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