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Cattolicissima Italia

PandaMolesto 14 febbraio 2012 4
Cattolicissima Italia

Fino al 1958 la in Italia era regolamentata da leggi dello stato e ancora prima di questa data, l’organizzazione e la pianificazione della vendita a scopi sessuali del corpo aveva trovato nelle diverse forme di governo precedenti la repubblica un suo inquadramento.
Già nel Regno delle Due Sicilie (1432), nella Serenissima Repubblica di Venezia il meretricio era considerato ed era regolamentato da leggi e licenze.
Persino lo Stato del Vaticano aveva le sue case di tolleranza (sic!).
All’avvento della Legge Merlin, il dibattito e l’ostilità verso la vendita e lo sfruttamento del corpo raggiunsero il culmine e le case di piacere con prezzi, tasse e regole statali vennero definitivamente serrate .
Chiusa l’epoca della regolazione programmatica sull’ubicazione, il numero e i prezzi da esigere per il soddisfacimento tutto maschile delle prurigini amorose il caos si è impadronito del nostro paese.
La spinta cattolicissima a questa svolta non aveva forse tenuto conto che rendere illegale la non avrebbe fermato il maschio italico dal cercare sfogo alle proprie passioni in altra maniera.

Sono passati molti anni ormai da quella storica data e la non ha avuto nessuna battuta di arresto, è solo diventata un altro possedimento della criminalità organizzata che nel nostro paese fattura come e più di una manovra finanziaria.

La tratta delle bianche e delle nere, i marciapiedi notturni invasi da ragazze spaventate e costrette con la forza a vendere il proprio corpo sono sotto gli occhi di tutti ma, nessuna legge od organo dello stato è in grado di fermare l’eccidio morale e fisico quotidiano che attanaglia queste povere ragazze.

Guardando le foto della lunga inchiesta fotografica “Migration” del nostro concittadino e compatriota Paolo Patrizi non si riesce a non sentire una sensazione di soffocamento e repulsione per una situazione in cui l’immagine sicuramente non rende giustizia al puzzo, al marcio, al degrado quotidiano che le schiave del sesso devono subire per soddisfare le prurigini di cui parlavo poco prima.

Durato ben tre anni questo eccezionale documento di verità, rappresenta lo spaccato di violenza che le donne Nigeriane importate dal loro paese, sfruttate dai loro magnaccia, debbono subire ogni giorno.

Non parliamo di un luogo lontano da noi, non guardiamo immagini che sono state scattate in qualche slum del mondo, parliamo di capitale del nostro decadente impero.

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4 Comments »

  1. Avatar of PandaMolesto
    PandaMolesto 21 febbraio 2012 at 09:40 - Reply

    Proibire o legalizzare cercando di stabilire regole che mettano la dignità al centro dell'attenzione? Crude immagini che, purtroppo, non evocano l'indignata sorpresa come dovrebbero. Sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Nessuno escluso. Due punti di mia riflessione: il problema della domanda e dell'offerta ha molte facce, come il mercato va dai negozi griffati al contrabbando; il problema culturale, in tanti luoghi, in Italia e nel mondo si insegna il rispetto per la dignità di ogni essere umano, come possiamo convivere con le guerre, la fame, le violenze che favoriscono la nascita di una "nuova" schiavitù?…

  2. [...] ad immaginare qualcosa del genere nella cattolicissima Italia [...]

  3. kle 12 gennaio 2013 at 20:51 - Reply

    Sono davvero delle belle foto, complimenti a Paolo Patrizi. Quello che rappresentano però è un po’meno bello. Mi dispiace vedere che le prostitute non curino molto la pulizia del loro posto di lavoro! Per me il fastidio è dato dal disordine, specie dalle foto come la n. 5, con tutti i condom usati gettati a terra! Diverso discorso per la foto n. 6. Infine un piccolo sforzo per comprare qualche oggetto nuovo, non sarebbe male!

    • Avatar of PandaMolesto
      PandaMolesto 12 gennaio 2013 at 22:32 - Reply

      Non riesco a capire sinceramente se c’è dell’ironia in questo tuo commento, se non c’è rimango solo senza parole di fronte a cotanta pochezza di pensiero.

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