Turismo Necrofilo

Se vi trovate nei pressi di Palermo dovete fare una visita a un luogo che difficilmente riuscirete a scordare. La premessa per la visita a questo luogo è che non siate troppo sensibili e che non abbiate eccessivamente paura della e delle sue rappresentazioni.

Persino il famoso scrittore Guy de Maupassant è stato qui e pare che sia stato turbato dalla visione del sotterraneo nel dei come poche altre volte nella sua vita. La visita al era tappa obbligatoria del Grand Tour e neppure il tenebroso scrittore dalle visioni di morte e dai racconti noir rimase immune al necrofilo spettacolo offerto da queste particolari catacombe. Sei anni dopo la visita al cimitero sotterraneo Maupassant si suiciderà affermando di essere pazzo e che la morte si avvicinava a lui a grandi passi. Lo scrittore francese rimase sopratutto impressionato dalla vividezza di alcuni volti e dalla raccolta di così tanti corpi in stati di conservazione così diversi e spesso spaventosamente vicini alla vita solamente all’apparenza.

Il processo di mummificazione era piuttosto costoso e solamente quindi chi aveva i denari poteva chiedere prima della dipartita terrena di essere opportunamente trattato per l’imbalsamazione. I solerti frati cappuccini persino nella morte facevano differenze, riservando trattamenti di bellezza finali diversi a seconda del ceto del defunto o dei tempi di magra che anch’essi affrontavano. La stessa esposizione nella cripta dipendeva dalla classe sociale, dal o dal mestiere che si praticava in vita.

Solitamente i corpi prima di essere trattati venivano eviscerati e messi a seccare circa un anno, poi venivano riempiti di paglia, rivestiti e portati nel cimitero. Qui trovavano la loro collocazione in piedi accanto al muro, distesi lungo le pareti, nelle cripte, affacciati a balconi e ringhiere.

Alcuni casi di imbalsamazione  hanno del prodigioso e effettivamente possono turbare. L’esempio più classico per questo tipo di stupore frammisto a orrore è quello che si prova guardando la “bella addormentata”, una bimba di circa due anni che morta prematuramente venne “trattata” e il cui volto è rimasto identico al giorno in cui morì.

Entrando in questo straordinario esempio di visione cattolica della morte si percepisce chiaramente quanto sia importante il corpo dopo la morte per la religione cattolica, al contempo uno spettatore disilluso sulle possibilità di vita dopo la morte potrebbe valutare questo luogo solo come un bizzarro esempio delle mille opere portate avanti dagli industriosi cappuccini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Curioso ma pigro fluttuo per la rete cercando diversivi dallo sgranocchiare bambù.

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