Roberto Saviano spiega il mito di Scarface

Ieri nell’articolo “Il Marketing dell’Eroina” abbiamo scoperto quanto possa essere creativa la mente di un dealer di morte. Tra i molti simboli usati per marchiare le bustine di droga alcuni mi hanno colpito di più e altri invece mi sono parsi banali nel loro riutilizzo brandizzante. Uno dei simboli che invece mi è sembrato essere pienamente significativo per il marchio e per la specie di merce trattata è quello rappresentato dalla faccia di , personaggio cinematografico, interpretato divinamente dal vecchio ( allora giovanissimo e in splendida forma).

Se riflettiamo sulla figura del personaggio Scarface non possiamo che attribuirgli un magico di incarnazione dello stereotipo del cattivo, del pazzo, del criminale senza scrupoli che distruggerebbe il mondo e se stesso per scalare le vette della società conquistandola.

in una intervista reperibile all’interno dei contenuti speciali dell’edizione italiana in Blu-Ray del film Scarface dà la sua lettura del personaggio cinematografico e dell’importanza che ha assunto in determinati ambienti. L’emulazione, la stessa gestualità del personaggio sono diventati patrimonio comune sia di malavitosi sia di persone normali. Il lato spregiudicato e sbruffone del criminale si mescola nel caso dei veri boss in imitazione pura. Un esempio illuminante è la villa di Schiavone fatta costruire come la casa di Scarface. Tigre inclusa.

Non è  forse un caso allora se ritroviamo ancora oggi il personaggio Scarface come logo delle bustine di .

Nella mente dello spacciatore l’immagine di Tony Montana si associa all’idea del potere, in quella del tossico che usa la sostanza il marchio diventa il simbolo della sfacciata rivalsa degli ultimi verso una società che li ha abbandonati.

 

[youtube id=”SdLal2iRvg4″ width=”600″ height=”350″]

Curioso ma pigro fluttuo per la rete cercando diversivi dallo sgranocchiare bambù.

Be first to comment