Labbra cucite : la protesta silenziosa di Piotr Pavlensky

Conosciamo tutti la del gruppo russo Pussy Riot inscenata qualche mese dal gruppo femminile nella cattedrale di Mosca per alzare il tiro contro lo strapotere fascista dell’onnipresente Vladimir Putin.

Sappiamo anche tutti come è andata a finire.

Le giovani sono state tutte condannate a scontare ben due anni di prigione per aver espresso anche se non in modo canonico il loro dissenso per un’amministrazione che non rispecchia affatto il volere dei cittadini russi. Quello che forse non sapevate è che oltre le migliaia di cittadini favorevoli al loro rilascio si è schierato dalla loro parte anche un emaciato russo a nome Piotr Pavlensky.

Piotr ha deciso che con la sua protesta non avrebbe alzato la voce, non avrebbe schiamazzato o urlato il nome di Putin, non avrebbe suonato o battuto le mani, ha deciso di fare qualcosa di meglio. Ha scelto il silenzio come forma estrema di ribellione e per farlo si è cucito le labbra.

A labbra cucite nessuno avrebbe potuto accusarlo di turbare la quiete pubblica ma sappiamo tutti benissimo che anche il silenzio a volte è la peggiore condanna per un comportamento osceno, per protestare a volte non serve il rumore e quest’immagine rende perfettamente l’idea di cosa significhi vivere in un regime travestito da .

Un gruppetto di esauriti con un sogno. Di difficile realizzazione.

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