PandaMolesto
Torna su

Da Spacciatore a semplice Consumatore di Marijuana

Redazione 12 settembre 2012 1
Da Spacciatore a semplice Consumatore di Marijuana

La scorsa settimana abbiamo pubblicato il primo su Carlo, un tranquillo padre di con una passione antica per la . Senza nessun pregiudizio ci ha raccontato la sua storia e ci ha fatto partecipi delle sue sensazioni e del suo mondo, speso tra lavoro, la cura della terra e dei suoi animali e per finire per il gusto serale di una canna fumata nell’aia davanti a casa sua.

La persona che invece abbiamo incontrato questa estate in un centro sociale di Roma ed ha deciso di raccontarci la sua storia ha un background completamente differente da quello di Carlo e i suoi trascorsi con l’ non sono sempre stati piacevoli. Anche in questo caso per rispettare la fiducia che questa persona ha riposto in noi ometteremo il suo nome reale e lo chiameremo semplicemente Alex.

PandaMolesto: Alex la tua storia con l’erba è fatta di alti e bassi. Cominciamo da quello che per te è l’inizio e raccontaci qualcosa di te se vuoi.

Alex : Di cose da dire e che hanno a che fare con l’erba ne avrei da raccontare a bizzeffe ma non sono e non voglio stare qui a coglionarvi per cui diciamo che il mio amore per la marijuana è inizio prestissimo quando ancora andavo alle medie. La prima canna me la sono fatta intorno ai 13 anni. Mi è piaciuto fin da subito quella sensazione di leggerezza alla testa, quella sensazione di svago del corpo che si ammorbidisce. Il mio problema con l’erba è che fin da subito ho cercato un modo per averne tanta e poco dopo che ho cominciato a fumare ho cominciato anche a spacciarla. In casa non ci sono mai stati tanti soldi e per averne un pò per fumare ho pensato che sarebbe stata una cosa buona venderla ai regazzini che come me si avvicinavano alle sostanze.

Alex quindi in un lasso ti tempo relativamente breve sei passato da essere un consumatore ad essere un piccolo spacciatore …

Esatto e me ne pento ancora oggi. Per me fumare significava stare bene e il mio approccio con la non era mai esistito prima di quella canna fatta a scuola con i compagni delle classi superiori. Quando ho cercato di avere qualcosa di più che le semplici diecimila lire di erba in tasca sono cominciati i veri sbattimenti. Innanzitutto con le guardie. E’ iniziata una vera e propria stagione di paranoia che per un ragazzetto di 14 anni è francamente insostenibile. La prima volta che mi hanno fermato avevo in tasca 5 grammi di fumo e il carabiniere dopo avermi preso a scapaccioni mi ha preso il tocco e lo schiacciato sotto gli stivali. Mi hanno tenuto in mezzo di strada a farmi la cazziata per circa un’ora e poi con la mia promessa di non fare mai più una cosa del genere mi hanno lasciato andare senza segnalarmi. Non so cosa sia scattato dentro di me … sono sincero ma mi hanno fatto incazzare da morire. Mi ha dato delle sberle che manco mio padre mi ha mai dato e mi sono giurato che non avrebbero mai più avuto l’occasione di fare una cosa del genere.

Vuoi attribuire la tua ascesa nel mondo della droga all’incontro con quei carabinieri che tutto sommato ti hanno graziato e lasciato andare nonostante fossi stato colto in fragranza di un reato ?

Non dico questo guarda, ma essere malmenato in strada da un carabiniere che avrà avuto si e no dieci anni più di me mi è sembrato un sopruso. Anche se quello in torto ero io. Il fatto è che se non hai mezzi e vuoi avere qualcosa tocca che t’ingegni e per me l’unico modo per comprarmi qualcosa era quello di smazzare qualche canna. Il vero problema è stato che quando ho smesso di andare a scuola non sapevo fare niente ma nel frattempo avevo conosciuto persone che mi davano a chiodo l’erba che poi io rivendevo per tirarci fuori sia i soldi che l’erba che consumavo io.

Che tipo di persone ti vendevano l’erba Alex ? Me ne puoi parlare ?

Te ne parlo ma naturalmente non ti posso dire chi sono. Ho avuto diversi dealer negli anni, alcuni di loro erano fondamentalmente dei figli di papà con un sacco di grana da spendere che si potevano permettere di fare i carichi. Altre persone invece erano totalmente del giro, della malavita. Questi erano i più pericolosi perchè conoscere questa gente ha significato almeno per me entrare in contatto con un’ambiente totalmente deviato e i cui codici di comportamento e di vita sono strettamente legati all’illegalità. Queste persone non solo mi proponevano di spacciare erba e fumo ma anche di cominciare ad allargare il mio giro ad altre sostanze. Io spesso mi sono trovato in difficoltà nel dover scegliere tra cosa fare e cosa non fare. I soldi a un certo punto non erano più un problema ma l’ossessione che le guardie mi beccassero o che i vecchi ( i genitori N.d.R. ) lo venissero a sapere mi faceva andare in paranoia.

Quale era la tua preoccupazione maggiore in quel periodo ? Essere arrestato ?

Certo l’idea di essere arrestato è stata un chiodo per moltissimo tempo e poi un giorno è successo. Non me l’aspettavo assolutamente ma è successo. Mi hanno beccato perchè ad un certo punto penso di aver perso il contatto con la realtà. Mi fumavavo 10-15 canne al giorno, facevo uso di cocaina ed ero diventato spavaldo, incosciente e completamente fuori controllo. Il giudice vista la quantità sequestrata durante l’arresto mi ha condannato a fare 8 mesi di gabbio. A quel punto era neanche due anni che ero maggiorenne, ero uscito da casa dei vecchi, circa un’anno prima dell’arresto e dopo pochi mesi dopo già mi ritrovavo con una condanna da scontare in mezzo a gente di cui avevo paura. Non è stato un periodo facile.

Vuoi raccontarmi qualcosa del , della tua esperienza di recluso ?

Preferisco sinceramente di no. Non voglio più pensarci. Mi fa stare male e anche oggi che sono passati quattro anni ogni tanto mi sveglio la notte ed ho paura di essere rinchiuso ….

Alex si ferma per un attimo con lo sguardo nel vuoto e decido di non insistere su questo tasto.

Cosa è cambiato per te dopo l’arresto e la reclusione Alex, fumi ancora marijuana o hai cambiato vita completamente ?

E’ naturale che ho cambiato vita. Non penso di essere mai stato una persona cattiva. Ho avuto paura e mi sono dovuto difendere in carcere ed ho deciso che non sarei mai più stato rinchiuso, che non avrei mai più permesso a nessuno di togliermi la libertà. Oggi mi vedi, sono ancora qua, in un centro sociale che fumo ma non spaccio più. Il mio errore è stato dapprima quello di credere che con lo spaccio avrei migliorato la mia vita e il secondo errore è stato quello di pensare che non avrei mai dovuto pagare per come mi comportavo verso gli altri ma sopratutto con me stesso. Fumare è rimasto un piacere che però adesso mi concedo solo dopo essere tornato da lavoro. Non mi drogo più con altre sostanze. Non mi faccio neanche più una botta di roba ogni tanto in ricordo dei vecchi tempi o con le vecchie compagnie. Quell’Alex lì non esite più ed ho deciso io che fosse così, non è stato nè il gabbio nè il giudice a farmi cambiare. Ho deciso IO.  ( si punta il dito sul petto ) Quello che mi rimane difficile accettare e capire è tutta la sofferenza che ho fatto provare ai vecchi. Ho visto mia mamma piegare lo sguardo davanti alla gente per la vergogna delle azioni di suo figlio e di questo mi rammarico ancora oggi.

Mi dispiace. Voglio chiederti un’altra cosa e poi abbiamo finito. Cosa ne pensi dell’attuale legislazione sull’uso, il consumo e la detenzione delle sostanze stupefacenti cosiddette leggere in Italia ?

Questa è la domanda che si dovrebbero fare giudici e legislatori nel nostro paese. Io so benissimo che spacciare è un reato ma se penso a come ho cominciato io mi fa rabbia. Per avere in tasca un prodotto su cui la malavita ricava miliardi l’anno e specula pesantemente sul prezzo molti ragazzi come me iniziano a fare movimenti, iniziano a comprare quantità assurde da rivendere per poterci togliere la propria parti gratuitamente o per farci un vero e proprio guadagno. Visto che tutti fumano e lo fanno davvero tutti, basta aprire gli occhi o annusare l’aria quando si cammina per strada, sarebbe probabilmente più semplice legalizzare l’uso dell’erba. Potrebbe coltivarla direttamente lo Stato e farci un guadagno diretto invece che lasciare nelle mani della criminalità un enorme business. Lo Stato, nonostante facciano male, ha il monopolio sia sulle sigarette sia sull’alcool, per cui fare del moralismo sulla marijuana mi sembra totalmente assurdo. Se avessi avuto un coffee shop sotto casa avrei probabilmente comprato le mie due o tre canne giornaliere in un negozio. Avrei saputo che cosa compravo e non avrei avuto bisogno di appoggiarmi a certa gente. Non mi voglio giustificare, dico soltanto che forse sarebbe meno complicato gestire un flusso di fumatori legalizzati che un flusso di persone in costante aumento da arrestare e sbattere come me in una gabbia sovraffollata. La colpa potrebbe essere della Chiesa che mette bocca in tutte le questioni del nostro Stato, che nessuno ricorda mai, ma è tutt’ora un’istituzione laica.

Grazie mille per la tua pazienza e per il tuo racconto Alex. Buona fortuna per la tua vita e i tuoi sogni.

Grazie mille a te. E’ stato bello una volta tanto non avere la sensazione che qualcuno mi giudica per i miei errori passati. Sono contento di averti raccontato che cosa ho fatto. Posso dire un’ultima cosa ?

Certamente.

Non vi fate fregare ragazzi. Fate le cose con la testa.

No Banner to display

Loading Disqus Comments ...

One Comment »

  1. Luisa 14 settembre 2012 at 13:02 - Reply

    Bella intervista complimeti e bella anche la storia di Alex. Mi è paiciuto sopratutto il fatto che non da la colpa a nessun altro se non a se stesso per gli errori fatti nel passato. E' sinonimo di una grande crescita e nonostante glin errori fatti è cambiato , migliorando la sua vita e spero anche di quella di chi gli sta accanto.

Leave A Response »

Immagine CAPTCHA
*

Loading Facebook Comments ...