Ritratti di Famiglia di Sally Mann

L’uso dei familiari come modelli per un fotografo può essere una spinta a migliorarsi e a rendere maggiormente giustizia all’idea che si vuole rappresentare. Nonostante le intenzioni, la dimensione artistica, tuttavia, può risentire di un collasso emozionale quando riprendendo i propri figli si scorda che il proprio lavoro verrà giudicato ed esposto di fronte ad ogni sorta di consumatore. Ritrarre dei bambini è senza dubbio meraviglioso per l’estrema semplicità di approccio dei piccoli alla macchina fotografica.

Modelli inconsci del gioco imposto da mamma o papà, i piccoli si prestano volentieri ad assumere pose e assonanze che solitamente non avrebbero.

Il rischio insito in tale dimostrazione di fiducia da parte dei bambini è quello di apparire troppo burattini nella mani dei genitori. Il rischio per i genitori è invece quello di prendersi troppo seriamente e per sfruttare l’innocenza pura dei propri figli dimenticando che non sono modelli consumati e che atteggiamenti propri solo agli adulti mal si addicono ai propri piccini.

Il rischio di snaturare l’innocenza di sguardo e postura di un bambino è spesso sottile e insidioso. Il mondo dell’apparire è lontanissimo dai giochi dei bambini e quando l’impostazione fotografica impone un tratto adulto allo scatto ne risente soprattutto la veridicità del soggetto .

Nella moda così come nella i bambini vengono usati, agghindati e fatti sembrare dei piccoli adulti dal passo malfermo. Non mi sto riferendo al tratto fisico quanto all’atteggiamento mentale di impostazione rappresentativa. Solo una adulta capisce il valore sessuale del proprio corpo e riproporre una bambina in atteggiamenti maturi crea un danno e una curiosità pedofila in chi guarda che mal si addice al soggetto rappresentato.

Il bambino diventa vittima della espressiva del genitore che non sembra capire o voler cogliere la distanza siderale dal vero nel riprendere i propri figli in atteggiamenti molto distanti da un normale vissuto quotidiano.

Nel toccare con la macchina fotografica i corpi dei propri figli Sally Mann sembra scordarsi completamente del suo ruolo nei confronti della sua progenie. Pur cercando di ritrarre piacevolmente la naturale di corpi giovani e primaticci Sally riesce solamente, suo malgrado, a trovare il lato pubblicitario, quasi glamour dei bambini, sporcando completamente l’innocenza dei ritratti con una patina di “vissuto”, con un’ardore di sguardi che niente ha a che fare con l’inconsapevolezza propria delle giovani vite da lei ritratte. Il peccato mortale anche in questo caso è la mercificazione del candore.

Curioso ma pigro fluttuo per la rete cercando diversivi dallo sgranocchiare bambù.

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