NeuroWear : emozioni con la coda

I giapponesi insieme ai russi hanno nel nostro cuore un posto speciale. Le motivazioni che ci inducono in questa preferenza sono diverse per i due popoli, se i russi ci stupiscono per la loro incredibile propensione ad alcool e guai, i giapponesi ci sanno sempre stupire come popolo privo di qualsiasi morale (porno in primo luogo) o a una sana convivenza tra esseri umani senza l’ausilio di mezzi tecnologici a fare da tramite tra persone.

La società giapponese sembra ormai essere sprofondata nell’esigenza tutta moderna della comunicazione tra uomini attraverso le macchine. Incapaci per vincoli imposti da una società classista, chiusa e rispettosa di regole ancestralmente lontane dal vivere moderno, i giapponesi si trovano a dividere la loro vita tra il senso del dovere estremo per il proprio posto di lavoro, la propria famiglia e una vita apparentemente vuota di veri rapporti e contatti con i propri simili.

Non si spiega altrimenti la necessità di una ditta, la NeuroWear, di costruire una dalle fattezze tipicamente per aiutare i poveri giappi a riconoscere le emozioni dei propri vicini e a condividere le proprie con chi gli sta accanto. La coda per un cane è il primo segnale sociale che trasmette le sensazioni dell’animale a chi gli sta accanto. Se il cane scodinzola possiamo capire se è felice, arrabbiato, indifferente o semplicemente molto incazzato.

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Shippo è esattamente il nuovo modello della NeuroWear che assolve questa funzione. Con un trasmettitore neuronale riesce ad intercettare gli stati d’animo di chi lo indossa e trasmette il movimento a una coda posticcia che presto i giapponesi si attaccheranno al culo per farci capire se sono felici, emozionati o impauriti. Naturalmente il proprio status emozionale non sarà condiviso solo con gli altri attraverso il dondolamento della codina ma trasmesso e condiviso su e , creando così un’ulteriore mappa di sfigati che si ritroveranno grazie alla geo localizzazione della loro mancanza di contatto con se stessi e con il mondo reale.

Se l’evoluzione non ci avesse voluto privare della coda probabilmente non lo avrebbe fatto. Tornare ad avere e a trasmettere le nostre emozioni grazie a una coda meccanica  non mi sembra un grande passo avanti nella nostra evoluzioni emozionale, se i giapponesi sentono però il bisogno di un aiuto come questo allora ben venga questa nuova invenzione. C’è solo da sperare che la codina non si guasti mai o non invii per sbaglio status emozionali compromettenti ai due social network inclusi nel software. Per i malcapitati sarebbe un’onta troppo grande da assorbire e l’unica soluzione ammissibile sarebbe per loro solo un poderoso harakiri.

Curioso ma pigro fluttuo per la rete cercando diversivi dallo sgranocchiare bambù.

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