All’avvento della caduta del muro di Berlino molte cose cambiarono in Europa ed in Russia. Per anni considerati come reietti, le persone dalla dubbia sessualità in Russia erano perseguitate, spesso imprigionate e rieducate alla virilità in speciali campi di lavoro.
Considerato che il disturbo di genere veniva paragonato ad un’attività contro rivoluzionaria essere gay o transgender non doveva affatto essere una cosa piacevole. Oltre l’evidente difficoltà di essere nati nel corpo sbagliato al problema del cambio di sesso si opponeva il moralismo bigotto di una rivoluzione che da liberatrice si era trasformata in un vero incubo di oppressione per i cosidetti diversi.
Poco dopo il 1990 la fotografa Lise Sarfati si trasferì a Mosca e potè documentare così le prime operazioni di cambio di genere. A giudicare dai sorrisi delle prime pazienti la fine di un’era fu alquanto piacevole.


























No Trackbacks.