Il medioevo culturale di mario adinolfi

Voglio-la-mamma-adinolfi

 

Mi è capitato per le mani un libro scritto da Mario Adinolfi : Voglio la .

Premetto che questo libro non l’ho comprato, non mi sembra l’opera dell’Adinolfi meritevole di essere letta, soprattutto non acquistata con denaro che può essere tranquillamente speso in letture più illuminanti.

Il libro in questione si snoda in diverse tematiche ma il suo punto di forza, quello che viene sbandierato mediaticamente è compreso nei famosi 20 punti.

Il noto come “i 20 punti”, tratto dal quattordicesimo capitolo di Voglio la mamma, rappresenta la base dell’ impegno associativo proposto dall’Adinolfi. I brividi che mi sono venuti leggendo i pilastri di questo associazionismo sono bastati a scuotermi da molte altre cose in cui sono impegnato e mi hanno fatto prendere la penna in mano per esprimere la mia opinione ( chiaramente non richiesta da nessuno) a proposito del medievalismo folle del pensiero del pokerista in cerca di fama.

Nota per te che leggi prima viene il pensiero di Adolf e poi il mio.

1. Non esiste l’individuo, esiste la persona, dunque l’individuo in relazione con altri individui. La relazione primigenia, archetipica e intangibile, è quella tra madre e figlio. Negarla è negare la radice dell’essere umano.

PM. E’ interessante negare il concetto di individuo e attribuire il valore esistenziale di un uomo racchiudendolo nel tratto persona. La relazione tra mamma e figlio è naturalmente alla base della nostra evoluzione ed in quanto tale il cambiamento è incluso nel prezzo del passare del tempo. Negare che l’evoluzione e il trascorre dei secoli abbia cambiato la radice stessa dell’essere umano è definito immobilismo storico.

2. La libertà individuale è un totem che non necessita di tutele e non genera diritti. Al contrario, la libertà personale, dunque la libertà degli individui in relazione con gli altri, è preziosa e va ampliata senza che nuovi diritti ledano però l’essere umano in radice.

PM. La libertà individuale, della persona, dei popoli, di ogni essere vivente non è mai da dare per scontata Dimenticarsi che la libertà è un valore che va difeso ogni giorno con il pensiero e con le opere è tutelare anche con nuovi diritti minoranze che per troppo tempo sono state escluse dal beneficio dell’uguaglianza di fronte alla legge e agli uomini.

3. La libertà personale da tutelare in via prioritaria è quella dei soggetti più deboli: bambini, malati, anziani.

PM. Sarei meno eclusivista con i soggetti deboli da tutelare ma di fondo posso anche essere d’accordo. Non c’è nulla di male nel difendere con diritti vecchi, malati e bambini.

4. Il primo diritto è il diritto a vivere.

PM. Aggiungerei ma forse dipende molto dall’estrazione sociale in cui si è nati che si ha diritto in primo luogo alla vita, una vita dignitosa. Per dignitosa non intendo fatta di lussi ma soddisfacente dal punto di vista degli affetti, del luogo in cui si deve crescere e del contesto sociale in cui la vita stessa si concretizzerà nel diventate da vita di bambino a vita di adulto. Possibilità innanzitutto.

5. Non esiste un diritto all’, esiste un diritto alla nascita. L’ è sempre una tragedia e un fallimento, come tale va trattato e con ogni sforzo possibile evitato.

PM. A partire da questo punto ha cominciato a tapparmisi la vena che porta il sangue al cervello ma anche al cuore. Il diritto all’aborto è forse uno dei diritti maggiormente voluti, conquistati e direi fortunatamente inclusi nella nostra legislazione. Il fatto che Adolf sia un uomo, come me del resto, ci esclude quasi a priori dal poter parlare in merito a una questione prettamente femminile. L’unica cosa che può fare un uomo nel discorrere di aborto è appunto solo quella di discorrere, di massimi sistemi per lo più. L’aborto è una tragedia femminile che riguarda la sfera dei padri solo nel caso che essi siano parte integrante del processo di creazione volontaria della nuova vita, se il frutto di uno è un peso troppo grande da portare per la madre nessun uomo può ostinarsi a definire l’aborto come non necessario. Crescere una vita nel proprio ventre che non viene riconosciuta come tale è una violenza maggiore che mettere fine a una vita che nella maggior parte dei casi ancora non è tale. Consiglierei a tutti quelli che si ostinano a prendere posizioni nette nei confronti dell’aborto “terapeutico” di farsi un giro in una qualsiasi struttura che accoglie donne violate. Lo sguardo che queste donne rivolgono ai figli della violenza non è lo sguardo che ci si aspetta da una madre. In un’esperienza di servizio con le donne della ex Jugoslavia ho conosciuto madri a cui era stato negato il diritto del proprio corpo e la macchia nel cuore che queste donne portavano era forse una delle aggressioni più gravi che una persona potesse aver perpetrato su un’altro essere vivente. La violenza subita durante lo per alcune donne si protraeva chiaramente durante l’arco di tutta una vita, la propria e in quella di un figlio non vissuto come proprio e di conseguenza scarsamente amato.

6. I diritti prioritari da tutelare sono quelli della libertà personale, dunque relazionale, per eccellenza: i diritti della famiglia.

PM. I diritti da tutelare sono quelli di tutti. Non di una particolare forma di associazionismo privato. La famiglia intesa come insieme di persone anche dello stesso sesso ha gli stessi diritti e doveri di quella che viene chiamata famiglia tradizionale. Due anziani, due donne, due uomini, due fratelli, sorelle che scelgono di vivere la propria vita insieme, aiutandosi reciprocamente formano una famiglia. Ovunque ci sia un legame di solidarietà e di affetto là c’è una famiglia.

7. Non esistono le famiglie, esiste la famiglia: cellula base del tessuto sociale, composta da un nucleo affettivo stabile aperto in potenza alla procreazione. In natura la procreazione avviene con l’unione di un uomo e di una donna. E’ questa la base di un nucleo familiare propriamente detto.

PM. Le famiglie esistono. Benvenuto nel terzo millennio Adolf. Basta che tu ti giri per strada e riconosca negli occhi delle persone che ti circondano quanto affetto e  quanto mutuo soccorso ci sia anche tra persone che non hanno necessariamente figliato per riconoscere nelle loro unioni il concetto di famiglia. Escludere queste unioni dalla legge, dalla società significa escludere da un diritto tutta una serie di individui che sono comunque meritevoli di attenzione e di rispetto. La procreazione non è l’unico passo fondante della nostra società. La perpetrazione della specie molto spesso sopravvalutata non arroga diritti maggiori a chi sceglie consapevolmente o meno di formare un nucleo di solidarietà senza figli, con individui dello stesso sesso, differente età, razza o religione.

8. L’omosessualità è una tendenza sessuale ovviamente legittima, i cui legami affettivi stabili possono essere tutelati da istituti giuridici, ma nettamente distinti dal matrimonio.

PM. Tra il serio e il faceto. Ti vuoi sposare e fare il più grande errore della tua vita ? Fallo. Che tu sia uomo o donna questo poco importa. Se la battaglia per il matrimonio omo, lesbo, di genere è vissuta così aspramente non sarà il caso di domandarsi come mai oltre l’istituzione vetusta del matrimonio non ci sia per caso una richiesta di riconoscimento di una diversità e di un diritto che per anni è stata negata ma che è sempre e sarà sempre presente nella testa, nella sessualità di moltissimi ?

9. La rottura della sacralità e dell’unicità dell’istituto matrimoniale come unione di un uomo e di una donna, porta inevitabilmente e logicamente alla estensione dell’istituto stesso ad ogni forma di legame affettivo stabile. La legittimazione di poligamia, poliandria, unioni a sette, otto, dieci o venti persone, sarebbe dietro l’angolo con conseguenze letali per il tessuto sociale e la stabilità finanziaria degli Stati.

PM. Non esiste nessuna sacralità divina nel matrimonio se non quella delle persone che unendosi di comune accordo promettono a vicenda di amarsi e rispettarsi. L’amore in quanto tale non ha bisogno di legittimarsi nell’istituzione del matrimonio, la regolamentazione nelle parentele invece si. Se il problema è minare il tessuto sociale e addirittura la stabilità finanziarie degli stati riconoscendo diritti a categorie di esclusi, allora la nostra società va distrutta e ricostruita nel rispetto di quanti fino ad adesso non hanno potuto prendere decisioni importanti sui propri cari, di quanti non hanno potuto visitare i propri compagni in ospedale nei loro ultimi giorni di vita, di quanti non hanno potuto beneficiare dei frutti del lavoro comune solamente perchè non sposati.

10. Non esiste l’omogenitorialità. Non esiste la genitorialità. Esistono la maternità e la paternità.

PM. Esite l’amore. L’amore non ha genere e i bambini sono molto più svegli e pronti ad accettare il diverso ( per chi ?? ) di quanto non ci si aspetti. Meglio una famiglia omogenitoriale a una famiglia tradizionale in cui il legale matrimoniale vuoi per interesse , vuoi per forma non può essere scisso per convenienza o per non destare scandalo. I figli sono di chi li alleva e non semplicemente di chi li genera dalla carne. Anche qui un occhio attento alla strada, alla società reale e non a quella cattolico medievalista in cui Adolf vive potrebbe aiutare.

11. Negare a un bambino il diritto ad avere una madre e un padre, sostituendoli con il “genitore 1” e “genitore 2”, è una forma estrema di violenza su un soggetto debole.

PM. La buffonata del “genitore 1” e del “genitore 2” è solo un maldestro tentativo della legge di adeguarsi alle esigenza di un mondo in continuo cambiamento. Forse ancora non esiste un termine corretto per indicare il legame affettivo che si ha con i figli al di là del genere. Inventiamolo.

12. La sfera sessuale di un minore è intangibile e sono intollerabili le norme che prevedono la non procedibilità d’ufficio contro le persone che hanno rapporti sessuali con bambini di dieci anni e assumono per libero il consenso all’atto sessuale di ragazzini di quattordici anni.

PM. Adolf rinsavisce e ci spiazza tutti con una cosa buona e giusta.

13. Il turismo sessuale degli occidentali avente per oggetto in particolare le minorenni e i minorenni asiatici, è una violenza orrenda che merita il peggiore stigma sociale.

PM. Come sopra ma con la nota che la reintroduzione della prostituzione legalizzata nel nostro paese qualcosa potrebbe cambiare. Ai malati di mente che fanno migliaia di kilometri per andare a predare bambini di ogni dove andrebbe insegnato con durezza che i bambini non si toccano. Con ogni mezzo.

14. La variazione dell’identità sessuale di una persona dovrebbe essere prevista in casi del tutto eccezionali. Il mercimonio del corpo di una persona spesso in una finta fase di transizione da un’identità sessuale all’altra, grazie alla quale si ottiene maggiore attenzione e successo nel mercato della prostituzione, è un’attitudine che va combattuta.

PM. Anche qui la non conoscenza della materia affrontata fa esprimere Adolf con la leggerezza irrispettosa di chi non conosce e giudica con troppa facilità, di chi non ha mai parlato con una persona la cui identità di genere non corrisponde con il proprio corpo e per ottenere uno scopo ( sopravvivere- cambiare sesso – altro ) a volte si prostituisce. La variazione dell’identità sessuale è un processo che costa moltissimo in termini di denaro, spirito e corpo. Lasciamo che l’eccezionalità dell’evento sia interamente decisa da chi ha deciso di affrontare un percorso doloroso per se stesso e per chi gli sta accanto. Penso che non ci sia cosa più terribile che guardarsi allo specchio e non riconoscersi, è doloroso a volte anche per chi non ha intenzione di cambiare sesso specchiarsi e non vedersi come si vorrebbe. La prostituzione nel mondo della transessualità, a volte, non è che un mezzo per raggiungere uno scopo. Ad esempio un ospedale in Thailandia dove sottoporsi a un intervento di cambio genere. A pagamento. L’attenzione e il successo ottenuti nel mercato della prostituzione per Adolf sono solo un’attitudine che combattuta, lo inviterei a fare mercimonio del suo corpo per scoprire che cosa si prova a essere così richiesti e a godere di questa fama.

15. La compravendita del corpo femminile, nella forma estrema della compravendita della maternità e dell’orrendo “affitto” dell’utero, che fa leva sullo stato di bisogno della donna per toglierle anche l’elemento più intimo della propria identità sessuale, va vietato da ogni normativa.

PM. Tolto lo sfruttamento per necessità dell’utero in affitto è materia prettamente femminile decidere o meno se aiutare una coppia ad avere un figlio incubandolo nel proprio ventre per 9 mesi. Vietarlo per normativa vuol dire castrare la libertà dell’individuo. Vuol dire privare la donna del diritto di disporre del proprio corpo e del proprio apparato riproduttivo come meglio crede. Vuol dire privare una coppia di una speranza.

16. Tra due gay ricchi che fanno strappare dal seno della madre il neonato appena partorito per far finta di essere madre e padre, e il neonato così platealmente violato fin dai suoi primi istanti di vita, chiunque non abbia un bidet al posto del cuore sta con il neonato. E con sua madre.

PM. Perchè i gay devono essere ricchi? Ragioniamo per stereotipi? Non si fa finta di essere madri o padri, lo si è davvero o non lo si è. I figli sono di chi li cresce ( mi ripeto ) e non di chi li genera. Se la madre naturale è d’accordo nell’affidare la propria carne a una coppia, sia essa gay o meno, non c’è violazione, non c’è illegittimo. Interessante la scelta linguistica del “bidet al posto del cuore”. Non abbiamo passato la fase anale Adolf ? Paragonare un atto d’amore di chi accoglie e di chi dona con la merda non ti sembra un pò fuori luogo?

17. L’ infantile è una procedura nazista e il protocollo di Groningen è un documento fondativo di una nuova pericolosa eugenetica discriminatoria e razzista.

PM. Sull’eutanasia e i nazi ci andrei davvero piano. In primo luogo perchè nessuno di noi ha avuto a che fare con i nazi e in secondo luogo perchè se parliamo di eutanasia infantile le decisioni importanti spettano solo ai genitori e non alle stupide regole di un manifesto medievalista. L’empatia per il dolore manca del tutto in questo manifesto e non sto affermando che l’eutanasia infantile si giusta. Solo non racchiudiamo in dieci parole scelte e decisioni che pregiudicano esistenze e coscienze per sempre.

18. Le diagnosi prenatali hanno fatto crollare nei paesi Occidentali le nascite di albini, affetti da sindrome di Down e da altre alterazioni cromosomiche. E’ intollerabile questa strage di persone affette da minime disabilità.

PM. Minime disabilità. Non sapevo che la sindrome di Down fosse una minima disabilità e le altre alterazioni cromosomiche fossero giocarelli del destino per i figli e per i genitori. Chiunque abbia avuto un figlio negli ultimi 20 anni sa che cosa si prova quando la propria compagna si è sottoposta alla villocentesi o all’amniocentesi. Il percorso obbligato per il nostro sistema sanitario è che prima si parli con un genetista, poi ci si sottoponga agli esami e poi si abbia la risposta ad esami eseguiti. Il terrore di ogni genitore è avere un figlio non sano. Non ci sono soldi, non c’è religione, cura che ti tengano lontano dalla paura di avere figli malati. Perfetti. E’ così che tutti li vogliamo. Perfetti.  Avendo conosciuto e lavorato per anni con persone affette da disabilità so quanta gioia, quante risate e quanto queste persone possano essere dolci e meravigliose, conosco anche però la preoccupazione dei genitori e la loro fragilità in un mondo in cui gli ultimi vengono lasciati indietro e in cui la diversità viene trattata con crudeltà. La preoccupazione maggiore per questi genitori era sempre quella della propria scomparsa, alla loro morte questi genitori sapevano che avrebbero lasciato i propri figli da soli. Soli nel mondo. Il loro problema maggiore non era tirare avanti ogni giorno dando il meglio e forse qualcosa  di più per l’amore di questi figli “diversi” , era ed immagino è, tirare avanti con tutti  contro. Il nostro beneamato stato i deboli li lascia indietro e i genitori devono sopperire in tutto e per tutto alle esigenze dei propri bambini. Le esigenze di un bambino malato sono molto diverse da un bambino sano. Per ogni grande piccolo traguardo ci sono grandi sconfitte in agguato e spesso le sconfitte non vengono dal bambino ma dal mondo che li circonda. L’ignoranza abissale con cui tutti trattiamo le disabilità rende impossibile la vita delle persone malate. Ogni gesto che nella quotidianità facciamo con noncuranza per un bambino malato e un adulto malato del futuro non è uguale. La mancanza endemica di strutture, personale sanitario e mentalità nel nostro paese uccide il disabile molto di più che una diagnosi prenatale e successivo eventuale aborto. Mi ricordo perfettamente quando aspettando i risultati dell’amniocentesi della mia compagna ho pensato a tutto. Ho valutato ogni possibilità e ho riconosciuto in me la debolezza di sapere che non ce l’avrei fatta ad avere un figlio malato, difettato. Ho pianto quando ho saputo che sarebbe andato tutto bene, ho pianto anche per la consapevolezza che mi era stata risparmiata una delle decisioni da prendere insieme alla mia compagna più difficile della nostra vita. I figli specialmente quando sono voluti sono figli fin da subito, diventano figli nella tua anima nel momento stesso in cui sai che ci sono anche se ancora non esistono. Per questo Adolf non capisci un cazzo, passi sopra i sentimenti della gente con tre parole in croce, calpesti il dolore delle decisioni altrui con una battuta. Non sei mai partecipe in questo manifesto dell’animo e delle decisioni che rendono così grande e importante ogni minuto della nostra esistenza. Anche quando le decisioni sono amare e mai scontate come il tuo scrivere di cose che non conosci.

19. La morte non è mai “dolce”. L’instaurazione di norme che prevedano l’eliminazione delle persone in condizione di difficoltà grave fisica o psichica, secondo il labile e mutevole principio che la loro sarebbe una “vita non degna di essere vissuta”, apre la strada all’inferno.

PM. L’inferno per alcuni è in terra e non basta forse definirlo così per avere la sensazione di quello che in realtà è l’esistenza di alcuni di noi. Norme che regolino la vita, la morte e la libertà dell’individuo di disporre della propria esistenza non solo sono necessarie ma sono da trovare al più presto. Il più grande torto da fare a un uomo è togliergli la propria libertà sia anche quella di decidere come e quando morire. La vita è nostra, non c’è nessun dio a cui rendere conto della propria voglia di morire o di non vivere in uno stato di necessità continua pesando sui familiari e sulla società. Ogni persona deve essere messa in condizioni di decidere di come disporre di se stesso in caso di grave malattia o incidente. Nel caso invece di persone le cui facoltà mentali o fisiche siano sempre state un impedimento per la propria realizzazione fisica e mentale il grave compito andrebbe affidato ai familiari e a un giudice che nel rispetto di normative che ancora non esistono dovrebbero prendere una decisione in merito. Condannare le persone a un limbo di incertezza giuridica non rende solo loro schiave della volontà altrui ma rende la società tutta ottusa all’idea stessa della morte.

20. Al centro della difesa della vita e della persona c’è la donna. Il futuro della razza umana ha le forme di una madre. Così è, così è sempre stato, così sempre sarà.

PM. Amen. Le affermazioni perentorie non mi hanno mai soddisfatto. Sono fasciste. Il futuro della razza umana è affidato a ognuno di noi che nella parità piena di diritti e doveri dobbiamo costruire qualcosa di meglio di quello fatto fino ad adesso. La donna non ha poteri straordinari così come non li ha l’uomo. Se è vero che esistono solo le persone allora è a loro che dobbiamo affidare il futuro della nostra razza. Senza distinzioni di genere ma solo valutando l’operato dei singoli individui.

Curioso ma pigro fluttuo per la rete cercando diversivi dallo sgranocchiare bambù.

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