Sono tutte brave persone quando muoiono … forse

>La memoria in Italia non è mai stata il pezzo forte di questo nostro straordinario popolo.
Da poco morto e sepolto il nostro ex della repubblica Oscar Luigi Scalfaro è stato dipinto nei vari coccodrilli come un esempio di onestà, lucidezza e bla bla bla …





Un giovanissimo Oscar, negli anni ’50, a pranzo nel noto ristorante di Roma “Da Chiarina” fece quella che sotto molti versi può definirsi una piazzata, una caduta di stile per quello che all’epoca era solo un giovane democristiano.


Scandalizzato dal gesto “osceno” della signora Edith Mingoni in Toussan che per il gran caldo si era tolto il bolerino che le copriva le spalle e la generosa scollatura, la affrontò con il consueto rigore del censore cattolico  intimandole di ricoprirsi. 


Nell’usare questa cortesia alla signora in questione  il nostro futuro comandante di popolo espose se stesso  e i presenti, a quella che io oserei definire la classica deviazione morale di chi non potendo avere o godere, intima agli altri un rispetto per il senso del pudore che non ci appartiene affatto, in primo luogo proprio per la nostra mediterraneità culturale e climatica.


Da questo banale e inconsistente affronto del senso comune del pudore nacque persino uno scandalo parlamentare dato che la signora era una militante del Movimento Sociale Italiano come suo padre e suo marito.


Sfidato a duello dai due, il giovane paladino della buoncostume si rifiutò di dar seguito alla sua mania censoria perchè credente e quindi impossibilitato a rispondere da vero uomo al suo gesto vile.
Soldato di una fede che si permette di redarguire gli altri dal tenere comportamenti giudicati indecorosi non offrì il fianco alla legittima richiesta di soddisfazione da parte di chi aveva sentito chiamare la propria figlia e moglie “una donna disonesta”.


Il grande Totò scrisse una lettera sul fatto che giudico memorabile e che voglio riportarvi :

“Ho appreso dai giornali che Ella ha respinto la sfida a duello inviataLe dal padre della signora Toussan, in seguito agli incidenti a Lei noti.La motivazione del rifiuto di battersi da Lei adottata, cioè quella dei princìpi cristiani, ammetterà che è speciosa e infondata.
Il sentimento cristiano, prima di essere da Lei invocato per sottrarsi a un dovere che è patrimonio comune di tutti i gentiluomini, avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi Amici di fare apprezzamenti sulla persona di una Signora rispettabilissima.
Abusi del genere comportano l’obbligo di assumerne le conseguenze, specialmente per uomini responsabili, i quali hanno la discutibile prerogativa di essere segnalati all’attenzione pubblica, per ogni loro atto.
Non si pretende da Lei, dopo il rifiuto di battersi, una maggiore sensibilità, ma si ha il diritto di esigere che in incidenti del genere, le persone alle quali il sentimento della responsabilità morale e cavalleresca è ignoto, abbiano almeno il pudore di sottrarsi al giudizio degli uomini, ai quali questi sentimenti e il coraggio civile dicono ancora qualcosa”.

Troppo spesso il tempo cancella il ricordo di fatti ignominiosi, del comportamento di uomini meschini e maschilisti nei confronti di donne intelligenti, libere e belle.


Questo mio articolo signora Mingoni è per lei, non si senta più offesa da tanta pochezza.
Il tempo è più galantuomo degli uomini e come vede ha già provveduto a seppellire questa storia.  




Curioso ma pigro fluttuo per la rete cercando diversivi dallo sgranocchiare bambù.

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