La rivoluzione passa anche per un tablet

>La rivoluzione rossa passa anche per le nuove vie dell’high tech.
Essendo finito da un pezzo lo sventolare di migliaia di libretti rossi in mano a contadini, rappresentanti di partito, simpatizzanti e contrari al regime costretti con la forza, si impone un cambiamento radical chic da proporre ai funzionari governativi del paese di mezzo.

Abolito, se non del tutto dimenticato, il famoso libretto rosso nella sua versione cartacea, viene sostituito da un più tecnologico e forse più rappresentativo oggetto dalla forma sì di libretto, ma con chip di carbonio e schermo lcd.

L’Hong Pai Yi Ha, letteralmente Scuola rossa numero Uno, è il nuovo esperimento di modernizzazione del pensiero comunista, dotato di un’ampia memoria e in grado di “pescare” tra articoli e vecchi database di partito è capace di interagire in bit dove una volta si interagiva in estenuanti ripetizioni del Mao pensiero.

Esclusivo e con un costo che sfiora un quinto delle stipendio annuale di un impiegato, il nuovo tablet rosso è il simbolo di un’appartenenza d’elite.

Cambiano i tempi ma non le modalità di interazione tra chi non ha niente e deve lavorare tutti i giorni per vivere e chi decide cosa è celebrativo, importante e sopratutto gloriosamente cinese.

Che ci sia differenza tra essere sotto il giogo di una rappresentanza politica che mira solo a stessa in formato iPad o in una strutturalmente cartaceo porpora ?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Curioso ma pigro fluttuo per la rete cercando diversivi dallo sgranocchiare bambù.

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