Kony 2012 : l’arte del marketing sfruttando la guerra

Kony 2012 è l’ultimo progetto di , umanitaria statunitense, che ha come scopo la diffusione di informazioni sulla situazione politica e umanitaria in Uganda e in Sudan.

Joseph Kony è il capo del movimento Lord’s Resistance Army o LRA (“Esercito di Resistenza del Signore”), un gruppo di guerriglieri ugandesi. La LRA inizialmente ricevette un forte supporto dell’opinione pubblica, successivamente però si ritorse brutalmente contro i suoi stessi sostenitori, presumibilmente per “purificare” il popolo degli Acholi e trasformare l’Uganda in una teocrazia fondata sulla personale interpretazione che Kony dà dei Dieci comandamenti.

Dopo circa venti anni di terrore e molto sangue versato dalla popolazione del Sudan e dell’Uganda ad opera di questo sanguinario guerrigliero, l’associazione Invisible Children, nella persona di Jason Russel, ha deciso di creare e diffondere in rete questo messaggio virale finalizzato alla cattura e l’arresto di Kony.

Il filmato di per sè non è male, riesce a toccare in alcuni punti la sensibilità di chi guarda, un pò come accade davanti al telegiornale della sera quando nugoli di denutriti mostrano al mondo la sofferenza di nascere dalla parte sbagliata del globo.

La causa fondamentalmente è giusta, far conoscere al mondo, sempre così distratto quando i problemi sono di altri, una situazione che in realtà è esplosiva da anni, ma che per mancanza di interessi, fino ad ora, finanziari e politici non è mai stata rilevante per le potenze economiche del mondo.

Invisible Children è una ong non esattamente trasparente e per questo il messaggio non mi è del tutto amico. Con l’operazione Kony 2012 secondo le parole di Jason Russell al programma tv, Today Show, sono stati venduti più di 500.000 kits informativi e al prezzo di 30 dollari l’uno la sociertà ha incassato circa $ 15 milioni di dollari. Una cifra non da poco.

Se il ricavato di questa vendita fosse impiegato integralmente nell’aiuto delle popolazioni colpite sicuramente si otterrebbero grossi risultati ma secondo le parole di  Jedidiah Jenkins, direttore di Invisible Children ecco come verrano usati questi fondi :

Il trentasette per cento del nostro bilancio va direttamente ai programmi per l’Africa, il 20 per cento circa, è destinato agli stipendi e alle spese generali, ed il restante 43 per cento va ai nostri programmi di . […] In ogni caso, la verità su Invisible Children è che non siamo un’organizzazione umanitaria, e non intendiamo esserlo. Penso che la gente immagini che siamo lì a distribuire scarpe ed alimenti. In realtà siamo una organizzazione per lo sviluppo della consapevolezza e per il supporto

Niente di male ad usare il 20% di fondi della società per pagare lo stipendio di chi lavora per l’organizzazione, ma quel 43% disponibile per i programmi di sensibilizzazione che fine fanno considerando anche che come dice lui stesso Invisible Children non è un’associazione che distribuisce cibo e vestiti ? Verrano spesi in opere di sensibilizzazione ? Di chi poi ?

A questa domanda hanno probabilmente risposto i giornalisti Julian Borger, John Vidal, e Rosebell Kagumire che in un articolo sul Guardian riportano quanto segue :

I conti della Invisible Children mostrano che si tratta di un’operazione molto lucrosa: ha più che triplicato il suo reddito raggiungendo i $ 9m (£ 5.68m) nel 2011, principalmente grazie a donazioni private. Di queste, quasi il 25% è stato speso per i viaggi e il film-making. La maggior parte del denaro raccolto è stato speso negli Stati Uniti. I conti mostrano che $ 1.7 milioni sono serviti per gli stipendi dei dipendenti degli Stati Uniti, 850 mila dollari sono andati in fumo per i costi di produzione cinematografici, 244 mila dollari in “consulenze professionali” e $ 1.07 milioni nelle spese di viaggio. Quasi 400 mila dollari sono stati spesi per uffici a San Diego.

Ad ulteriore riprova di quanto detto pubblicano anche un estratto conto della “ditta”.

Fa molto pensare poi la sponsorizzazione dei bravi 100 marines inviati sul posto a difendere, aiutare e proteggere il popolo dell’Uganda dal suo assassino più conosciuto.

Con la retorica propria degli americani Russell in nome della libertà dei bambini promuove il solito giochino dei militari americani libera tutti, in un paese che ha al momento un governo che va a braccetto con gli USA, che diventerà una potenza petrolifera entro il 2020 e che ha sottoscritto uno dei maggiori contratti di fornitura delle armi con la Russia.

Il settimanale The Independent afferma infatti che:

Le ragioni locali per l’acquisto faraonico di armi da guerre stellari potrebbero essere motivate dalla corruzione delle alte gerarchie militari ben consapevoli delle forti possibilità di ricevere bustarelle in transizioni di tale portata e dalla personale ossessione del Presidente Museveni nella alta tecnologia militare e del grandeur della nazione.

 

 

Facendo pressione inoltre sul governo americano per rifornire di armi l’Esercito Popolare di Liberazione del Popolo del Sudan che da quello che leggiamo sull’Observer non sia popolato da stinchi di santo per non dire di peggio, siamo certi che la migliore battaglia che poteva condurre Invisible Children sia quella di rispondere alla violenza convincendo (facilitando il lavoro) del proprio governo ad importarne massicciamente molto altra ?

La questione insomma è più controversa rispetto a quello che si possa pensare sull’onda dell’emozione e del naturale senso di empatia che si ha di fronte a certi scellerati comportamenti dell’uomo nei confronti dei più deboli. Sfruttare però queste emozioni per trarre profitto e/o mistificare i fatti non è corretto, in primo luogo per il rispetto che si dovrebbe nutrire per le vere vittime di tutta questa lunga storia.

Forse l’interesse per i bambini in tutta questa storia è l’ultima delle priorità, spetta comunque a noi informarci, capire e eventualmente supportare questa causa, attraverso Invisible Children o altre realtà il cui lavoro non è fare video dalla grossa diffusione virale ma operare nell’ombra come sempre.

Sto pensando a Emergency e Medici senza Frontiere.

 

Fonti: tnepd.com | dillinger.com | vice.com | Wikipedia |

 

Scrivo per chi mi paga , per chi mi piace e perchè forse non so fare molto altro. Non dico di saperlo fare bene ma parlando poco e fumando molto, il miglior posto dove trovarmi è sempre dietro una tastiera o con gli occhiali sulla fronte a leggere un libro.

3 Comments

  • Rispondi marzo 22, 2012

    www.blog-news.it

    Kony 2012 : l’arte del marketing sfruttando la guerra – Panda Molesto…

    Kony 2012 è l’ultimo progetto di Invisible Children, associazione umanitaria statunitense, che ha come scopo la diffusione di informazioni sulla situazione politica e umanitaria in Uganda e in Sudan. Joseph Kony è il capo del movimento Lord’s Resistanc…

  • Rispondi aprile 21, 2012

    Erik di Solo un Opin

    E' spesso piuttosto complesso arrivare ad una verità che si possa considerare assoluta, ci sono sempre di mezzo molte variabili, dalla notorietà all'invidia, dal denaro al successo, dalla politica alla voglia di potere, è interessante quanto descritto sull'organizzazione Invisible Children, è secondo me, complesso farsi un idea precisa essendo così all'esterno. In fin dei conti si è letto spesso parlar male anche delle altre realtà da te citate..

    • Rispondi aprile 21, 2012

      PandaMolesto

      Non saprei dirti se Medici senza Frontiere e Emergency sono stati coinvolti in questo tipo di operazioni di marketing. A me non risulta. Perlomeno i soldi che ricevono dalle donazioni non vanno in stipendi stratosferici e gadget su cui fare un vero e proprio business parallelo fine a se stesso.

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